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DUST DEVIL: IL FILM MALEDETTO DI RICHARD STANLEY
mercoledì 29 aprile 2009
ImagePROLOGO: Note su Richard Stanley

Raramente si è visto un regista più dedicato ed ossessionato dalle proprie opere quanto Richard Stanley. Stanley è decisamente uno dei personaggi più bizzarri e intransigenti che si possano trovare nell’ambiente cinematografico. Ci sarebbe molto da dire sulla complicata vita e sulle stranezze del regista di origini sudafricane, ma bisognerebbe fare un articolo a parte solo per quello. Stanley è stato spesso snobbato e maltrattato dalle grandi case produttrici hollywoodiane per un semplice motivo: crede ciecamente nelle sue opere e cerca in ogni modo di portarle a termine nel modo che vuole lui, curandone ogni dettaglio (non solo dietro la macchina da presa) e ignorando fino all’ultimo le imposizioni commerciali dei produttori. Questa sua attitudine integralista e iper-protettiva verso la propria arte, lo ha portato a bruciarsi opportunità come quella di dirigere il remake di L’isola del Dr. Moreau, dove è stato sostituito senza troppi complimenti da John Frankenheimer. Tant’è vero che, a parte svariati documentari realizzati su commissione e alcuni lavori nell’ambito dei videoclip (tra cui ricordiamo alcuni video dei Fields Of The Nephilim e un home-video dei Marillion) , il regista è riuscito a concretizzare solo 2 lungometraggi: Hardware e Dust Devil (in italiano tradotto con Demoniaca), rispettivamente nel 1991 e 1992. Entrambi i film sono opere decisamente personali, dal tocco visionario e dall’indubbia qualità stilistica, ma anche in questi due casi Stanley si è dichiarato non completamente soddisfatto del risultato. Tuttavia, laddove Hardware fu realizzato in breve tempo e senza eccessivi intoppi, rispettando a grandi linee le idee originali del regista, Dust Devil fu invece un film dalla realizzazione tremendamente tormentata, circondata da strani eventi e vessata da problemi produttivi che per poco non ne hanno reso impossibile il completamento.


ImageImage“DUST DEVIL”: Le prime ispirazioni, la versione in 16mm

L’ispirazione per Dust Devil arrivò a Stanley in sogno, già da piccolo. Una figura oscura, perennemente vestita con un lungo cappotto polveroso e un cappellaccio da cowboy che ne copriva il volto, fermo in piedi in una terra di nessuno, a fissare le luci della città, mentre una tempesta di sabbia cresceva poco distante da lui. Quest’ immagine ossessionò i sogni notturni e ad occhi aperti del regista per tutti gli anni a seguire. Pochi anni dopo, ancora in giovane età, Stanley disertò l’esercito sud-africano, facendo l’autostop sul confine della Namibia per chilometri e chilometri, in viaggio verso l’aeroporto da dove sarebbe partito alla volta di Frankfurt, Germania, lontano dal regime oppressivo della sua terra natia. Passando nel distretto di Bethany, Stanley venne a sapere degli agghiaccianti avvenimenti che da 7 anni perseguitavano la desolata cittadina: un serial-killer mutilava le proprie vittime orribilmente, lasciando solamente corpi bruciati e distruzione dietro di sé. Nonostante l’opinione pubblica pensasse che fosse un complotto del regime per far scappare i contadini neri dalle proprie terre, tra gli anziani del villaggio si era diffusa la credenza che che un “Nagtloper”, uno stregone malvagio che era alleato con i venti infuocati del deserto (i cosiddetti “dust devil”, i demoni della sabbia), fosse venuto dall’aldilà per reclamare le anime dei dannati. Stanley ebbe la sensazione che i suoi incubi in qualche modo lo stessero perseguitando, identificando il serial-killer misterioso con “l’uomo  nero” dei suoi sogni ricorrenti. Tempo dopo, quando Stanley era già in Europa, venne a sapere che il killer era probabilmente stato ucciso dalla polizia in un conflitto a fuoco, ma dato che il cadavere rimase completamente sfigurato, nessuno ebbe la certezza che la persona uccisa fosse realmente il vero assassino. A questo punto Stanley decise di tornare in Namibia per esorcizzare i propri demoni, girando nel 1984 un cortometraggio in 16mm intitolato “Dust Devil”, insieme a una manciata di amici. Purtroppo il cortometraggio non venne terminato perché il budget non era sufficiente; inoltre due dei collaboratori ebbero un incidente sull’autostrada e finirono all’ospedale. Tutto quello che rimane oggi del cortometraggio è un trailer, dato che tutto il girato fu venduto dalla ragazza del regista negli anni successivi, dopo che lo stesso era misteriosamente scomparso per mesi e creduto morto da tutti!


Image“DUST DEVIL”: Il film e i problemi produttivi


Negli anni seguenti al cortometraggio, Stanley continuò ad essere ossessionato dal suo incubo ricorrente, e nel 1991, forte dei buoni incassi del suo debut Hardware, decise di riscrivere il copione di Dust Devil e realizzarne un lungometraggio. Inviata la sceneggiatura a Jo-Anne Sellar della Palace Films (quelli che avevano prodotto Hardware), l’inizio delle riprese in Namibia fu reso possibile da un anticipo di 2 milioni di dollari, elargiti dai primi acquirenti dei diritti del film, la Miramax. Iniziate le riprese nel Luglio 1991, fu subito evidente che le cose non sarebbero andate come previsto: i finanziatori bocciarono l’interprete femminile che Stanley aveva richiesto (prima Kerry Fox, poi Stacey Travis, già vista in Hardware) e imposero Chelsea Field (vista in Prison). Inoltre suggerirono di spostare le riprese a Santa Fe, California, e di usare indiani d’America al posto di neri sud-africani. ImageOvviamente Stanley rifiutò l’idea e insistette per seguire le tracce del vero serial-killer a cui la storia s’ispirava, il che implicava per forza di cose le location africane della profonda Namibia. I produttori a malincuore accettarono, ma sorsero altri problemi: la località in cui la troupe si riposava era molto distante dalle location necessarie per le riprese, quindi molto tempo andava perso negli spostamenti; inoltre il continuo posticipare le riprese portò il regista a dover iniziare il film nella stagione dei venti, che per fare un paragone di violenza, non sono da meno della nostrana bora di Trieste. Le riprese vennero comunque iniziate, ma dopo pochi giorni la produzione impose a Stanley di tagliare 10 pagine dalla sceneggiatura per questioni di tempistica. Come se non bastasse, poco dopo Stanley venne contattato dalla responsabile della Palace che cercò di obbligarlo a firmare un documento: tale contratto, voluto dai finanziatori esterni, proibiva al regista ogni eventuale possibilità di bloccare l’uscita del film o di togliere il proprio nome dai credits; in caso Stanley non avesse firmato, la produzione del film sarebbe stata sospesa. Stanley, insospettito, decise di non firmare ugualmente, ma la Sellar della Palace Films andò su tutte le furie dato che aveva già speso un mucchio di soldi di assicurazione per le riprese, senza nessuna garanzia; così minacciò a sua volta di tagliare i fondi al regista. Stanley si rivolse al proprio avvocato, che però non diede consigli utili se non quello di firmare tutto senza ulteriori proteste. A malincuore il regista acconsentì, ma in segno di protesta firmò il contratto con il sangue, dopo essersi fatto un taglio sulla mano.

Le riprese del film proseguirono, tra inquietanti segni premonitori a sfondo religioso, incidenti di varia natura, gente che si sentiva misteriosamente male, fino a quando finalmente Stanley terminò il lavoro e riuscì a montare una copia di 120 minuti, anche se alcune sequenze erano ancora in post-produzione e quindi il film non era completamente finito (il cosiddetto “Work Print”). Consegnato alla Palace Pictures nel Dicembre 1991, il film venne ridotto dalla produzione a 95 minuti e proiettato in anteprima a Wimbledon, ricevendo responsi poco convincenti. Nell’ Aprile ’92 la Palace chiuse i battenti, e i diritti sul film vennero ceduti alla Polygram, che successivamente lo licenzierà. Nel frattempo, la Miramax produsse una versione tagliata a 87 minuti senza l’approvazione del regista, eliminando buona parte dell’immaginario onirico e del substrato soprannaturale, ridoppiando a tratti il film e rimontando pesantemente le scene rimanenti in un ordine differente, che poco manteneva della sceneggiatura originale e mancava di coerenza narrativa.

ImageIl film venne proiettato in alcune sale in Europa, guadagnando nonostante tutto ottime recensioni e incassando di più del vincitore della Palma d’Oro, Barton Fink, prima di essere frettolosamente rimosso e rilasciato sul mercato home-video con una copertina ingannevole (da noi questa versione circolò col titolo di Demoniaca). Nel Gennaio ’93 uno dei creditori della Palace si aggiudicò una copia della versione da 87 minuti. Stanley quindi cercò di recuperare tutto il girato e poi si chiuse in sala di montaggio, spendendo 40.000 sterline di tasca sua per rimontare e ridoppiare il film nella versione originariamente concepita. Intorno al ’94 consegnò una versione director’s cut alla Polygram, che durava 105 minuti (il cosiddetto “Final Cut”, finora rilasciato solo in DVD). Tuttora perdura una controversia tra Stanley e la Palace Pictures: il regista sostiene che la Palace gli debba ancora un mucchio di soldi, ma a causa del contratto firmato da Stanley sotto pressione all’inizio delle riprese del film, il regista continua a non avere diritti sugli incassi al box-office, oltre a non avere la possibilità di proiettare il film nella sua versione definitiva.

Una nota a parte: pare che, oltre ai fenomeni misteriosi e alle calamità che perseguitarono il cast e la troupe durante le riprese, alcune delle persone coinvolte nel progetto ebbero incidenti negli anni immediatamente conseguenti alla release del film; in un caso una delle costumiste addirittura morì, e infatti la versione “Final Cut” uscita in DVD negli anni recenti è dedicata alla ragazza deceduta.


Image“DUST DEVIL – THE FINAL CUT” e “DEMONIACA” : le differenze tra le 2 edizioni del film


In Italia il film arrivò nel 1992 in home-video, con il pessimo titolo Demoniaca (che nel doppiaggio italiano dovrebbe essere l’interpretazione dei venti africani denominati “Dust Devil”… sic). Questa versione è sostanzialmente lo stesso montaggio della versione Miramax americana, quella di 87 minuti (distribuita in USA come Dust devil), con alcune brevi scene insert tratte addirittura dalla versione “Work Print” e un paio di sequenze che compaiono solo nel montaggio italiano. Le principali differenze dalla versione “Final Cut” sono le seguenti:

• La narrazione fuori campo dello stregone Joe (John Matshikiza) è stata spesso riscritta e semplificata, in modo da rendere meno criptici i significati del film. Con questa mossa però si perde anche parte della poetica originaria, nonché il senso di mistero dell’intera parte soprannaturale della vicenda. Inoltre alcune traduzioni (come il titolo stesso del film in italiano) sono assolutamente fuori luogo e ingannevoli.

• Il personaggio di Robert Burke (il killer) viene privato dei brevi momenti in cui appare “indebolito” (come nella scena in cui piange a letto con la donna), in modo da creare un assassino spietato a tutto tondo, senza altre sfaccettature.

• I sogni tormentati del personaggio di Zakas Mokae (l’ispettore nero) legati al suo senso di colpa per la perdita del figlio e della moglie, vengono eliminati completamente, trasformandolo in un poliziotto ossessionato dalla ricerca del killer, ma senza apparenti motivazioni. E’ a mio avviso una grave lacuna, dato che il personaggio ha senso di esistere ed è attratto dal killer proprio perché, in fondo, anche lui cerca la morte come redenzione e liberazione dai propri sensi di colpa (ricordiamo che il killer uccide solo coloro che nel proprio intimo desiderano morire).

• Numerose scene tagliate, altre spostate, altre insertate dalla versione “Work Print”.

• I colori sono diversi, generalmente virati su forti toni di giallo e rosso, talvolta più saturi che nella versione “Final Cut”. Questa differenza è ben visibile nei titoli di testa (vedi N.1). Anche i colori delle poche scene in notturna sono differenti, quelli di Demoniaca sono maggiormente virati su toni bluastri, mentre nel “Final Cut” l’illuminazione è più curata e realistica.

• La versione VHS italiana è stata realizzata con procedimento “open matte” (da Wikipedia: “Open matte, letteralmente traducibile in italiano con apri il mascherino, è un metodo utlilizzato principalmente nel campo dell' home entertainment per convertire un formato cinematografico nativo widescreen alla visione fullscreen in un televisore 4/3 semplicemente mediante l'eliminazione del mascherino usato in fase di ripresa cinematografica per produrre un'immagine panoramica”). Il risultato è che in alcune scene sono ben visibili i microfoni di scena, con esiti a dir poco imbarazzanti.

Entrando nel dettaglio, ecco tutti i tagli, le aggiunte e le modifiche effettuate tra Demoniaca e il “Final Cut”, in ordine cronologico:

1) Il design dei titoli di testa è diverso (ed è in italiano nella versione italiana).
2) La seconda metà della narrazione fuori campo di Joe (John Matshikiza), sui titoli di apertura, presenta qualche differenza.
3) Quando Saartjie Haarhoff (Terri Norton) si ferma per far salire quello che sarà il killer (Robert Burke), in “Demoniaca” si sente la narrazione di Joe fuori campo, diversamente dal “Final Cut”. Nel frattempo, mentre il killer sta immobile con la mano alzata, è possibile vedere un microfono di scena sbucare dall’alto…
4) Poco dopo, durante l’immagine in negativo di Saartje, in “Demoniaca” è stata aggiunta una voce fuori campo che dice “Saartje.. E’ arrivato il tuo momento”.
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5) La scena in cui il killer passa il coltello sulla schiena di Saartje, dopo averle spezzato il collo, è leggermente più lunga in “Demoniaca”.
6) Appena dopo, al posto del gufo e della luna calante del “Final Cut”, troviamo una scena estrapolata dallla versione “Work Print”, in cui il killer apre un’astuccio contenente dei minacciosi strumenti di morte, a suggerire che verranno usati sul corpo della vittima.
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7) La scena di Ben (Zakas Mokae) che parla al telefono con la moglie morta viene completamente eliminata da “Demoniaca”, passando direttamente al telefono che squilla in casa di Wendy (Chelsea Field) e Mark (Rufus Swart).
8) La scena in cui il killer si fa la doccia dopo aver ucciso Saartje, e un close-up del muro insanguinato sono eliminati in “Demoniaca”.
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9) Mentre il killer esce dalla stanza di Saartje, in “Demoniaca” viene aggiunta la voce fuori campo di Joe.
10) “Demoniaca” taglia la scena in cui il killer prende le taniche di benzina dal baule della macchina, sale le scale e beve il thè sulla veranda della casa di Saartje; si vede direttamente la scena successiva, con la sua mano che sintonizza la radio sulla stazione religiosa.
11) In “Demoniaca”, la scena in cui il killer sale in auto e se ne va dalla casa in fiamme è dimezzata. Inoltre scompaiono le l’inquadratura del killer in auto e i close-up di oggetti che prendono fuoco in casa.
12) La scena in cui Mark litiga con Wendy è rimontata in “Demoniaca”. Si vede subito la sberla di Mark alla moglie, e il dialogo è più breve. Inoltre poco prima che la donna esca di casa per andarsene, sono stati aggiunti di peso dei dialoghi in doppiaggio, con l’escamotage che i 2 personaggi stanno litigando dentro casa e per qualche secondo non si vedono.
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13) In “Demoniaca”, quando Wendy sale in macchina per andarsene da casa, si vede una ripresa aerea della Volkswagen che attraversa la cittadina, presa dal “Work Print”.
14) La scena presente nel “Final Cut”, in cui Ben viene svegliato dalla telefonata con la quale viene avvertito dell’ omicidio di Saartje, è eliminata in “Demoniaca”, che passa direttamente alla scena in cui Ben arriva con la jeep sul luogo del delitto. Viene anche eliminata la breve sequenza in cui il poliziotto spegne l’autoradio estraendo la cassetta.
15) Dopo la scena di Ben che guarda i resti bruciati della casa di Saartje, si passa alla scena del killer che parla con due passeggeri sul treno per Bethany. In “Demoniaca” la scena si apre con una ripresa aerea del treno, mentre la stessa ripresa nel “Final Cut” chiudeva la scena. Inoltre in “Demoniaca” la scena del treno è intera, mentre nel “Final Cut” è intervallata da una parte in cui Wendy guida nel deserto (con la narrazione off di Joe) e Ben ritrova la macchina di Saartje abbandonata. Questa scena è stata eliminata del tutto in “Demoniaca”.
16) La scena del treno che arriva a Bethany è tagliuzzata in “Demoniaca”; si perdono alcuni fotogrammi aggiuntivi del bestiame.
17) Mentre il killer cammina verso l’uscita della stazione, nel montaggio italiano di “Demoniaca” viene aggiunta una breve sequenza di Wendy che guida. La versione italiana è l’unica ad avere questa scena. Inoltre si può vedere un microfono di scena…
18) Mentre il killer cammina per le strade di Bethany, è stata aggiunta una narrazione della voce off di Joe in “Demoniaca”. Inoltre, all’inizio della scena successiva (quella dei bambini che sparano), la voce di Joe è stata tradotta in modo completamente diverso dalla versione “Final Cut”, suggerendo un significato differente all’intera sequenza. L’ originale dice, riferito al killer: “Può annusare una città che sta aspettando di morire, e l’uomo che marcisce dentro a un bambino; questo profumo è dolce per lui.” Nella versione “Demoniaca” è invece: “A volte incontra qualcuno del suo sangue. Si riconoscono l’un l’altro, dietro le loro maschere di carne. Ma come il falco, sono cacciatori solitari.”
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19) La scena successiva nel “Final Cut” è direttamente quella dell’obitorio, inframezzata dalle scene 20 e 21; ma in “Demoniaca” questa scena viene inserita successivamente. Viene invece mostrata la scena di Wendy che parcheggia l’auto fuori dal bar.
20) “Demoniaca” taglia la scena nel bar in cui Wendy chiede al barman dov’è il bagno e si lava la faccia,  passando direttamente alla scena del killer che gioca col flipper e a Wendy che esce dal bagno e va al telefono.
21) In “Demoniaca”, la scena di Mark che guarda i filmini vecchi, in cui Wendy si lascia andare a fondo in una piscina, è accorciata di qualche fotogramma, tanto che vediamo solo Wendy galleggiare, e non affondare. La scena successiva, che ritrovava Wendy nel bar, è eliminata.
22) A questo punto c’è un notevole salto nel montaggio, mostrando la scena in cui Wendy vuole tagliarsi le vene nella vasca di una camera d’albergo. Questa sequenza è più avanti nel “Final Cut”; inoltre in “Demoniaca” viene aggiunta la voce-off di Joe che non esisteva. Mancano pure alcuni fotogrammi: un’inquadratura del motel da fuori, un riflesso di luce sul coltello del killer, le riprese di Wendy che esce dalla porta del motel, la silouhette di un coyote e la luna dietro le nuvole. In “Demoniaca” si vede Wendy aprire la porta del motel e poi passa direttamente alla sequenza della guida notturna.
23) La scena in cui Wendy guida nella notte è editata diversamente in “Demoniaca”, includendo sequenze “insert” girate addirittura dalla Miramax e non dal regista! “Demoniaca” apre la scena con il close-up del gufo, che nel “Final Cut” invece chiude la scena. Inoltre vengono insertate sequenze (probabilmente girate con una controfigura appositamente assoldata da Miramax) del killer, col volto coperto da una bandana, che si allontana da delle macerie infuocate sollevando il coltello, per poi apparire in mezzo alla strada causando l’incidente di Wendy. Nel “Final Cut”, si vedeva semplicemente il killer apparire in mezzo alla strada nelle sue reali sembianze mostruose, causando l’incidente.
24) A questo punto in “Demoniaca” viene mostrata la scena dell’obitorio nella sua interezza, invece che essere divisa in varie parti come nel “Final Cut” (vedi punto N.19). Ci sono anche alcune riprese da un’angolazione differente, vengono eliminati alcuni dettagli (tipo i feti nei barattoli) e ne vengono aggiunti altri: c’è una scena più lunga del disegno insanguinato sul muro della casa di Saartje, e una sequenza di una foto sporca di sangue sempre della casa. Questo fotogramma è stato inserito dalla versione “Work Print”. Per finire, un paio di dialoghi del “Final Cut” vengono misteriosamente omessi.
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25) La scena dell’incubo di Ben a proposito dei suoi familiari viene eliminata in “Demoniaca”. La sequenza di Ben addormentato che mormora “Katie” verrà utilizzata in seguito in “Demoniaca”.
26) In “Demoniaca” viene tagliata la scena in cui Wendy si sveglia in auto e vede in lontananza un luccichio, che poi segue (il riflesso è dato dal vetro del camper abbandonato di una vittima del killer). Viengono anche tagliate le brevi sequenze dell’esterno e dell’interno del camper. La scena passa a Ben che entra nel vecchio drive-in (“Star Of Bethany”) per incontrare il santone Joe, che invece accade successivamente nel “Final Cut”.
27) La scena di Ben che incontra Joe è montata differentemente in “Demoniaca”. Manca la sequenza in cui Ben arriva in auto e la voce off, e parte includendo una scena più lunga di Ben che cammina sotto l’insegna e raggiunge Joe (presa dal “Work Print”), assente nel “Final Cut”. “Demoniaca” taglia la sequenza di Joe che osserva Ben arrivare mentre una tempesta di sabbia si alza all’orizzonte, e riprende da quando Joe dice “Stavo parlando col grande spirito”. Manca anche una breve parte di dialogo tra i due.
28) Successivamente “Demoniaca” riprende da dove s’era fermato rispetto al “Final Cut”, con Wendy che raggiunge il camper abbandonato e chiede aiuto a un locale per tirar fuori la sua Volkswagen dalla sabbia, dopodichè incontra il killer che fa l’autostop e lo fa salire, introducendo la prima parte di dialogo tra i due. La sequenza successiva è quella della scoperta del cadavere fatto a pezzi nel camper da parte dei poliziotti. A questo punto, il “Final Cut” inseriva la sequenza di Ben che va a parlare con Joe, ma siccome in “Demoniaca” era stata anticipata (vedi N.26 e 27), il film riprende dalla seconda parte del dialogo in auto tra Wendy e il killer.
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29) Durante il dialogo tra Wendy e il killer, prima della frase “Quando sei morto sei morto, chiuso”, nel “Final Cut” c’era una breve sequenza di un’aquila che atterrava nel deserto, rimossa in “Demoniaca”.
30) Nella scena in guardiola: quando il poliziotto bianco malmena il testimone nero, finchè arriva Ben e gli dà un pugno, la frase “TU che cosa stai facendo?!” viene pronunciata da Ben mentre è inquadrato dalla mdp, mentre nel montaggio italiano di “Demoniaca” la frase è detta fuori campo, mentre viene inquadrata la faccia tumefatta del testimone. Questa è una particolarità esclusiva della versione italiana. Inoltre l’intervento di Cornelius (William Hootkins) è del tutto tagliato da “Demoniaca”, così come l’intera sequenza dei due nel bar che seguiva nel “Final Cut”, in cui Cornelius esprimeva la sua decisione di abbandonare il suo posto e trasferirsi altrove.
31) Nel “Final Cut” a questo punto iniziava la scena di Wendy che vuole suicidarsi nel motel (vedi N.22); siccome in “Demoniaca” è già passata da un pezzo, il film salta all’incubo di Ben a proposito di Saartje. Questa scena è montata in modo leggermente diverso: dopo il fotogramma con lo stridio della ruota del treno, e prima dell’inizio del sogno, nel “Final Cut” viene mostrata una sequenza con lo sguardo di Ben e un veloce fotogramma di un’aquila. In “Demoniaca” invece viene incollata la parte in cui Ben nel sonno mormora “Katie”, presa dalla scena di un incubo precedentemente tagliato (vedi N.25), più la voce off di uno dei 2 poliziotti che dice “C’è la signora Haarhoff. E’ qui dentro signore” aggiunta ex-novo. A quel punto la sequenza del sogno ricomincia uguale a quella del “Final Cut”.
32) “Demoniaca” riparte dalla scena in cui Wendy esce dal motel e ritrova il killer nascosto nella sua Volkswagen. Una frase presente nel “Final Cut” viene eliminata dal dialogo tra i due, senza apparente motivo.
33) Prima della scena in cui Ben va a trovare Cornelius a casa, nel “Final Cut” c’è una breve sequenza di una scimmia in cima a una montagna. Durante il dialogo tra i due, in “Demoniaca” viene aggiunta una breve sequenza di Cornelius che dice “Meglio non farla aspettare troppo”, riferito alla moglie che lo attende in macchina. Questa sequenza è presa dal “Work Print”.
34) “Demoniaca” elimina la frase “Stiamo girando in tondo, ne sono sicura” pronunciata da Wendy mentre vaga nel deserto in auto con il killer; quando i due fermano l’auto sul ciglio del canyon e scendono, è chiaramente visibile un microfono che entra in scena e si muove per parecchi secondi.
35) La scena successiva, con Mark al posto di blocco, è uguale in tutte e due le versioni. Tuttavia in “Demoniaca” i sottotitoli del dialogo tra Mark e il poliziotto sono assenti, rendendo completamente incomprensibile il dialogo tra i due (parlano uno slang sudafricano, misto di inglese, olandese e lingue natie del sudafrica).
36) Nella scena in cui Ben sega la canna del fucile davanti alla TV, in £Demoniaca” mancano i close-up delle balene massacrate in televisione.
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37) La scena del ballo tra Wendy e il killer è fatta di un’unica take in “Demoniaca”; vengono quindi eliminati rispetto al “Final Cut” i fotogrammi che mostravano la luna, il gufo e la bottiglia che si muove sul tavolo. La scena taglia direttamente all’insetto che cammina sulle monete antiche.
38) La scena successiva nel “Final Cut” era quella dell’incubo di Ben (vedi N.31), ma dato che in “Demoniaca” è stata montata precedentemente, il film salta alla sequenza successiva, quella di Mark che entra nel bar dei neri. Il montaggio tra Mark che viene malmenato, Ben che incontra Joe nella caverna e Wendy che fa l’amore con il killer è differente in “Demoniaca”: la scena di Wendy che lecca il dito del killer è eliminata; la prima sequenza di Joe che guida Ben nella caverna è eliminata; la sequenza di Ben che con la torcia illumina il muro della caverna e vede la spirale è spostata leggermente in anticipo e divisa in due parti, essendo intervallata dalla scena del killer che raggiunge l’orgasmo.
39) La scena del monologo in cui il killer piange e mostra la sua frustrazione per la condizione in cui è, viene del tutto eliminata in “Demoniaca”.
40) In “Demoniaca” il flashback del killer sotto la doccia è intervallato da una sequenza di lui che se ne va in macchina dalla casa in fiamme di Saartje; nel “Final Cut” si vedeva la stessa scena ma da una ripresa aerea.
41) In “Demoniaca” l’arresto di Mark è editato in modo che non si veda il volto del poliziotto; la frase che pronuncia è inserita fuori campo mentre lo ammanettano.
42) In “Demoniaca”, nella scena in cui il killer vede il suo doppio “mostruoso” nello specchio, lo spettro viene virato in negativo a metà della sequenza. Questa scena è presa dal “Work Print”.
43) Il monologo di Joe nella caverna e la sua voce off sono leggermente diversi nelle 2 versioni. Inoltre viene aggiunta una frase in più in “Demoniaca”.
44) Alcuni fotogrammi di Ben che esita nel prendere il bastone magico da Joe sono eliminati; in “Demoniaca” Ben prende immediatamente il bastone.
45) Wendy scopre l’identità del killer e lo tramortisce. Prima del close-up di Wendy che prende le chiavi del motel per scappare, nel “Final Cut” c’è un’inquadratura del killer svenuto sul letto; in “Demoniaca” passa subito alla scena in cui si sta già riprendendo. Inoltre viene omessa la scena in cui il killer striscia sul pavimento, prima di afferrare la caviglia della ragazza.
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46) In “Demoniaca” ci sono un paio di fotogrammi extra nella sequenza dell’incidente: uno mostra il viso spaventato di Wendy, l’altro i fari del camion che si avvicinano.
47) Dopo che Mark butta via la lettera di Wendy nella stanza d’albergo, nel “Final Cut” c’è una scena in cui si vede un uccello nel deserto e Wendy che si fascia il piede ferito; in “Demoniaca” la scena è assente.
48) Nella scena in cui Mark e Ben parlano, in “Demoniaca” viene tagliata la parte di Mark che spiega come ha incontrato Wendy, e c’è qualche piccola differenza di mixaggio dei dialoghi. Inoltre viene tagliata la sequenza finale in cui Ben inserisce nell’autoradio la cassetta con il suono delle balene, anche se il suono si sente ugualmente nella colonna sonora.
49) Mentre la tempesta di sabbia colpisce Wendy, in “Demoniaca” viene tagliata un’inquadratura da sopra della sabbia che cade sopra a Wendy ranicchiata.
50) In “Demoniaca”, c’è un edit diverso dopo la scena in cui Ben abbandona Mark e si dirige nella tempesta di sabbia, con lo schermo che svanisce nel nero. Infatti la scena successiva nel “Final Cut” si riapre con Wendy coricata nel cinema invaso dalla sabbia, illuminata da una luce circolare proveniente dall’alto, mentre un serpente striscia verso di lei e il killer le accarezza i capelli. In “Demoniaca” invece il film si riapre sull’immagine del deserto con la luna che sta svanendo nell’alba, una take differente del serpente che striscia e poi il killer che passa la mano sui capelli di Wendy. Il colore di queste ultime 2 scene è modificato per far sembrare che si svolgano di giorno e all’aperto. E’ stata anche aggiunta la voce off di Joe.
51) In “Demoniaca” c’è una scena alternativa della reazione di Wendy quando vede il paese deserto. Inoltre quando Wendy cammina verso la casa abbandonata, urla “Ci deve pur esser qualcuno!”, mentre nel “Final Cut” la stessa frase è detta off-screen, mentre scorrono immagini del paese deserto non presenti in “Demoniaca”.
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52) In “Demoniaca”, quando Ben vede Wendy sulle scale, viene aggiunta la sua voce che dice “Miss Robinson!”.
53) Nel “Final Cut” proviene il suono di un telefono dalla casa. In “Demoniaca” viene cambiato in un suono indefinibile, un incrocio tra un cane che si lamenta e un rumore industriale.
54) Dopo che si vede il killer riflesso in uno specchio, in “Demoniaca” viene tagliata la scena in cui Ben risponde al telefono e sente la voce della moglie.
55) Durante la scena della casa in “Demoniaca”, c’è un’inquadratura di una porta di legno che si chiude all’esterno  (che apparirà più tardi nel “Final Cut”) e un’altra con la mdp che avanza su un mucchio di sabbia in una stanza (presa dal “Work Print”). La scena in cui Wendy aspetta brandendo la pistola è accorciata e appariva dopo nel “Final Cut”.
Image56) Nella scena del cinema, un’inquadratura di Ben che striscia attraverso l’ingresso di una stanza piena di sabbia è tagliata in “Demoniaca”.  Inoltre, quando Ben vede lo spettro della moglie nei raggi del proiettore, viene eliminata la voce off di Joe (presenta nel “Final Cut”) e sostituita con Ben che chiede “Chi sei?”. Questa è una esclusiva del doppiaggio italiano, dato che nella versione Miramax americana si sentiva la voce del killer che diceva “We’re almost there…” (“Ci siamo quasi…”)
57) Quando la pellicola smette di funzionare nel cinema, in “Demoniaca” si vede il proiettore fermarsi e Ben rendersi conto che è da solo. Dato che l’inquadratura successiva di Wendy che aspetta con la pistola è stata messa prima in “Demoniaca” (vedi N.55), il film salta a quando Ben esce dal cinema e viene accoltellato dal killer.
58) In “Demoniaca”, prima che Ben venga accoltellato, viene tagliata la scena del killer che parla con la voce della moglie di Ben, e un breve fotogramma degli occhi di un’aquila.
59) Quando Wendy trova Mark ammanettato alla jeep, in “Demoniaca” vengono omesse le sequenze di una ripresa aerea e del close-up di Mark che dice “Wendy?”.
60) La narrazione off finale di Joe è diversa in “Demoniaca”. Inoltre è stata eliminata l’ultima sequenza del killer che se ne va nella luce del tramonto, a favore di un’immagine di Joe.


ImageCONCLUSIONE

La superiorità della versione “Final Cut” rispetto alla versione Miramax (Demoniaca in italiano) è palese e riconosciuta dalla quasi totalità dei fan di questa pellicola, per gli evidenti motivi illustrati nel capitolo precedente. L’impressione generale è che il “Final Cut” sia un film più compiuto e dall’atmosfera molto più mistica, e non poteva essere altrimenti, essendo stato rimontato e curato dal regista stesso. Demoniaca potrebbe essere un discreto film, ma il tentativo dei produttori di farlo rientrare nei canoni di un thriller qualunque lo ha privato di alcune scene fondamentali, togliendo spessore ai personaggi e coerenza alla sceneggiatura. Anche la fotografia è nettamente superiore nel “Final Cut”, e i dialoghi originali, seppur più criptici, erano molto più affascinanti. E’ un peccato che da noi il “Final Cut” non sia  ancora arrivato, magari in un’edizione doppia che includa anche Demoniaca… Ma per chi ha dimestichezza con l’inglese, consiglio vivamente di recuperare l’edizione limitata della Subversive Cinema. Innanzitutto il film in inglese è nettamente superiore, data la buona interpretazione degli attori e l’accento tipico sudafricano di molti personaggi, che rende molto più realistica la vicenda. Inoltre, oltre al film uncut, il cofanetto include: la versione “Work Print”; la splendida colonna sonora di Simon Boswell in CD; 2 DVD extra con alcuni documentari di Stanley; svariati extra e interviste legati a Dust Devil; un fumetto ispirato al film; un libretto con il diario della lavorazione del film (da cui ho tratto buone parte delle informazioni sui problemi produttivi del film); un libretto con note sui cortometraggi inclusi nei 2 dvd extra.

ARTICOLO INSERITO DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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